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sabato 7 luglio 2007

Elogio della bicicletta


E' inutile negarlo: il mezzo più ecologico è e rimane la bicicletta. L'auto serve per viaggi lunghi (dalla classica uscita fuori porta domenicale ad una vacanza con gli amici), ma per le città sono il mezzo ideale, sia per le distanze da percorrere che per l'ingombro che la bici occupa. Le distanze da percorre in una città non sono mai eccessive (ad esempio, città grandi come Roma e Milano hanno un diametro di circa 10 Km, approssimando per eccesso, da un estremo all'altro), distanza che si può percorrere velocemente ed agevolmente in bicicletta. Per l'ingombro il discorso è scontato: l'auto occupa molto più spazio, sia nei parcheggi (perennemente scarsi) che sulla strada.

La bici inoltre, è l'unico mezzo che unisce in maniera efficace due esigenze: quella di fare attività fisica e quella della mobilità, avendo a disposizione semplicemente il suolo su cui si cammina (i rollerblade, gli skateboard non li considererei dei veri e propri mezzi di trasporto, sono più che altro per divertirsi o fare sport, mentre la canoa o la barca a remi necessitano di corsi d'acqua...non proprio comuni nella Milano di oggi! anche se anticamente esisteva il sistema di canali progettati da Leonardo Da Vinci che la rendeva navigabile).

A differenza di noi (e meglio), molte tra le maggiori e le minori città d'Europa sono veramente a misura di bici, da Lione (Francia) passando per le città olandesi (Amsterdam) e tedesche (Berlino, con le sue "20 chilometri di percorsi ciclabili, 80 chilometri di piste ciclabili nelle strade, 100 chilometri di percorsi combinati ciclisti-pedoni, 70 chilometri di corsie preferenziali per gli autobus aperte anche ai ciclisti e 50 chilometri di piste ciclabili sui marciapiedi", frase tratta dall'interessante post che trovi qui pubblicato da blogeko, e come ulteriore conferma della buona attenzione della Germania verso le problematiche ambientali), mentre da noi (penso a Roma e Milano) c'è ancora molto lavoro da fare. Da un punto di vista prima di tutto culturale, oltre che pratico.

Immagine di bici ad Amsterdam tratta da www.vogliadiviaggiare.info

sabato 23 giugno 2007

La ricerca nell'energie alternative

Da qualche anno a questa parte la sensibilità alle tematiche connesse energia è cresciuta in una maniera che ben pochi analisti di business avrebbero previsto (chi infatti avrebbe previsto un aumento così grande del prezzo del barile di petrolio, che ha sfiorato i 72$, dopo un periodo in cui le oscillazioni si mantenevano in un range ben più contenuto?). Le questioni energetiche non hanno creato solo problemi economici (che si riflettono sul costo del lavoro o della produzione industriale in questo o in quel paese), ma anche tensioni e questioni che si riflettono sulla politica internazionale (paesi più energeticamente favoriti rispetto ad altri, vuoi per una maggiore quntità di risorse non sfruttate, vuoi per una civiltà industriale meno sviluppata e così via).

E' da sottolineare quindi l'importanza che ha la ricerca e lo sviluppo di soluzioni energetiche differenziate: la generazione in loco e distribuita è la soluzione, chiaramente, idealmente più efficiente, sia da un punto di vista pratico e tecnologico (consumo uguale alla domanda effettiva, anche se usufruire dell'ottimizzazione data dalla rete può presentare dei vantaggi dal canto suo) che nel mercato dell'energia (visto che si tratta di una risorsa strategica che può creare forti tensioni internazionali e grossi cambiamenti nel peso che una nazione può svolgere nello scacchiere degli equilibri tra nazioni).

E' pur vero che si aprono molte ricerche promettenti (in vari campi dell'eolico, degli impianti sottomarini piuttosto che nello sfruttamento di biogas, piuttosto che in celle solari di nuova concezione e così via), ma è anche vero che molte aziende spesso sono più mosse alla creazione di ricerche e piccoli prototipi (vuoi per la pubblicità che questo porta al loro brand piuttosto che ai fondi pubblici o privato che da tempi recente vengono stanziati per queste ricerche) che alla messa in opera di queste innovazioni, i cui costi e rischiosità sarebbero decisamente molto superiori ad un semplice progetto "giocattolo" promozionale. Spero che l'opinione pubblica recepisca bene questa problematica e che le aziende attuino una politica responsabile, e che peraltro oggi va sempre più incontro alla sensibilità di molti consumatori.