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domenica 17 febbraio 2008

Suv al centro di Milano: da vietare



Scrivo dopo il tragico incidente mortale in centro di Milano, che rinvigorisce le vecchie critiche sui Suv in centro, sia in termini di pericolosità che di inquinamento. Londra da tempo ha adottato la politica del triplicare la tassa di ingresso per il centro ai Suv e si sta discutendo se fare una cosa simile per l'Ecopass analogo a Milano.

Non sono d'accordo: i Suv in centro andrebbero vietati. E questo non solo per una questione (solo) di inquinamento, ma proprio per la pericolosità di far girare questi bestioni in una città congestionata e con strade strette come è Milano. A Torino sarebbe un altro discorso, con viali larghi anche in centro e controviali praticamente in ogni via di scorrimento importante: insomma, quattro corsie in totale nelle arterie principali di comunicazione. E questo in unà città in cui l'agglomerato urbano è ben più piccolo di Milano (2 milioni e rotti contro i quasi 8 del capoluogo lombardo), oltre che particolarmente soggetto al fenomeno del pendolarismo. Questo non toglie la pericolosità intrinseca dei mezzi Suv, che peraltro non sono, come i furgoni o i camion, strumenti di lavoro (e quindi un male necessario).

A "difesa" dei Suv, d'altro canto mi sento dire: come biasimare un automobilista che viaggi per Milano e che voglia la comodità, nel chiuso della sua auto appena uscito dal lavoro, posto che gli spostamenti milanesi sono lughi (nell'ordine di grandezza delle ore), snervanti (code...) e estremamente malsani? Se i mezzi pubblici fossero più capillari, comodi, puliti e funzionali l'uso dell'auto potrebbe essere di molto ridotto. Per i problemi sui mezzi pubblici rimando ai miei prossimi post.

mercoledì 13 febbraio 2008

Nuove tasse ai SUV?

E' recente la notizia di tassare i SUV e i veicoli altamente inquinanti pagheranno una forte tassa per circolare al centro di Londra. Il corriere riporta questa cifra: 37 euro al giorno per accedere al centro. I proventi andranno reinvestiti nella promozione di mezzi ecologici e biciclette.

Mi sembra una falsa soluzione al problema di inquinamento. Infatti, i SUV hanno già costi operativi molto alti, sia in termini di costo della benzina, sia nella tassazione già molto alta, per non parlare del prezzo di acquisto. Il SUV insomma è un bene di lusso, il cui alto costo fa parte della soddisfazione del prodotto in sé. Dunque, alzare i costi del possesso di un SUV non è un deterrente all'acquisto, che si rivolge ad una clientela propensa ad alte spese. Anzi, più salgono i costi, più si rafforza l'associazione del concetto di "status symbol", cosa già ampiamente sfruttata dal marketing (è più bello un SUV o una vettura sportiva? Il primo sarà più comodo, ma non altrettanto pratico per la guida in città, dove è utilizzato.... e utilizzabile).

Morale: se il SUV è troppo inquinante, ne andrebbe vietata la vendita. Basterebbe mettere un tetto molto rigido alle emissioni di inquinanti per ogni veicolo, in base al tipo di uso dello stesso.

venerdì 3 agosto 2007

Un mulo per la mobilità urbana

Un nuovo tipo di mezzo elettrico (una sorta di quadriciclo elettrico) è il "Mulo System" (cioé, "sistema per la mobilità urbana e da Lavoro"). Tale mezzo, sviluppato dall'Unità di Ricerca per lo Sviluppo Urbano del Politecnico di Milano e L'Istituto Professionale "Ferrari" di Maranello, presenta una struttura modulare da adattare alle varie esigenze per la mobilità, dal trasporto di merci a quello delle persone. Il progetto vede suo punto forte nella semplicità del mezzo, di facile assemblaggio e disassemblaggio: facile da usare e da comporre dunque, ma anche da smaltire. Il prezzo dei primi pezzi si aggirano sui 15000 euro, ma una volta avviata la produzione tale prezzo potrebbe scendere a 5000. Tale mezzo ha un'autonomia di 60 Km e una velocità massima di 40 Km orari, pertanto è adatto soprattutto allo spostamento urbano.

Fonte: Nòva24, 19 Luglio 2007

sabato 7 luglio 2007

Milano e le bici


Milano, la "capitale morale" italiana di certo non è il luogo migliore per la bici. Eppure, ne avrebbe un gran bisogno: traffico congestionato, inquinamento (è la città più inquinata d'Europa)... . Spostarsi in macchina a Milano (specie in ore diurne) è un incubo e, in molti casi, una vera follia (dal centro a Cernusco sul Naviglio, paese appena fuori città, non è raro impiegare 2 ore in sola andata con l'auto).

Eppure, per questioni squisitamente culturali (la macchina è uno status-symbol, mentre la bici è per fessi?), le bici in questa città hanno vita dura. Un esempio per tutti: a Milano è consuetudine considerare le bici parcheggiate nei cortili come un "danno al decoro" (con conseguente rimozione immediata da parte degli altri condomini), specie se d'epoca, pur non contrastando peraltro con l'art. 51 del Regolamento Edilizio del Comune di Milano, che invece lo permette. Proprio nella stessa città però vige un'altra consuetudine: il parcheggio su marciapiede di ogni sorta di autoveicolo (cosa assolutamente impensabile in città come, ad esempio, Torino, dove la rimozione immediata sarebbe garantita): questo invece è decoro?

Immagine tratta da http://www.ulivoselvatico.org

Elogio della bicicletta


E' inutile negarlo: il mezzo più ecologico è e rimane la bicicletta. L'auto serve per viaggi lunghi (dalla classica uscita fuori porta domenicale ad una vacanza con gli amici), ma per le città sono il mezzo ideale, sia per le distanze da percorrere che per l'ingombro che la bici occupa. Le distanze da percorre in una città non sono mai eccessive (ad esempio, città grandi come Roma e Milano hanno un diametro di circa 10 Km, approssimando per eccesso, da un estremo all'altro), distanza che si può percorrere velocemente ed agevolmente in bicicletta. Per l'ingombro il discorso è scontato: l'auto occupa molto più spazio, sia nei parcheggi (perennemente scarsi) che sulla strada.

La bici inoltre, è l'unico mezzo che unisce in maniera efficace due esigenze: quella di fare attività fisica e quella della mobilità, avendo a disposizione semplicemente il suolo su cui si cammina (i rollerblade, gli skateboard non li considererei dei veri e propri mezzi di trasporto, sono più che altro per divertirsi o fare sport, mentre la canoa o la barca a remi necessitano di corsi d'acqua...non proprio comuni nella Milano di oggi! anche se anticamente esisteva il sistema di canali progettati da Leonardo Da Vinci che la rendeva navigabile).

A differenza di noi (e meglio), molte tra le maggiori e le minori città d'Europa sono veramente a misura di bici, da Lione (Francia) passando per le città olandesi (Amsterdam) e tedesche (Berlino, con le sue "20 chilometri di percorsi ciclabili, 80 chilometri di piste ciclabili nelle strade, 100 chilometri di percorsi combinati ciclisti-pedoni, 70 chilometri di corsie preferenziali per gli autobus aperte anche ai ciclisti e 50 chilometri di piste ciclabili sui marciapiedi", frase tratta dall'interessante post che trovi qui pubblicato da blogeko, e come ulteriore conferma della buona attenzione della Germania verso le problematiche ambientali), mentre da noi (penso a Roma e Milano) c'è ancora molto lavoro da fare. Da un punto di vista prima di tutto culturale, oltre che pratico.

Immagine di bici ad Amsterdam tratta da www.vogliadiviaggiare.info