Un nuovo tipo di mezzo elettrico (una sorta di quadriciclo elettrico) è il "Mulo System" (cioé, "sistema per la mobilità urbana e da Lavoro"). Tale mezzo, sviluppato dall'Unità di Ricerca per lo Sviluppo Urbano del Politecnico di Milano e L'Istituto Professionale "Ferrari" di Maranello, presenta una struttura modulare da adattare alle varie esigenze per la mobilità, dal trasporto di merci a quello delle persone. Il progetto vede suo punto forte nella semplicità del mezzo, di facile assemblaggio e disassemblaggio: facile da usare e da comporre dunque, ma anche da smaltire. Il prezzo dei primi pezzi si aggirano sui 15000 euro, ma una volta avviata la produzione tale prezzo potrebbe scendere a 5000. Tale mezzo ha un'autonomia di 60 Km e una velocità massima di 40 Km orari, pertanto è adatto soprattutto allo spostamento urbano.
Fonte: Nòva24, 19 Luglio 2007
venerdì 3 agosto 2007
giovedì 12 luglio 2007
Restrizioni sul Petrolio (dal "Times")
The world faces an energy squeeze as soaring demand for fuel exceeds the rate of growth in the supply of crude oil, the West’s leading energy forecaster has predicted.
Carl Mortished, International Business Editor su "Times", in "World facing oil ‘supply crunch’ as demand soars, agency warns", 10 Luglio 2007
Carl Mortished, International Business Editor su "Times", in "World facing oil ‘supply crunch’ as demand soars, agency warns", 10 Luglio 2007
sabato 7 luglio 2007
Il Solare termodinamico

L'energia solare termodinamica (propugnata dal Nobel Carlo Rubbia in progetti spagnoli e italiani) è una rivisitazione, a mio parere intelligente e sensata, della concezione tradizionale dei pannelli solari a concentrazione.
Il principio fisico su cui questa tecnologia si basa è elementare (così come è relativamente semplice ed economica la realizzazione): un pannello parabolico concavo è in grado di concentrare i raggi solari che lo investono in un punto, corrispondente al punto geometrico detto "fuoco", concentrandone anche l'energia associata. Tale energia viene trasferita al fluido termovettore contenuto nel "fuoco" (chiamato così dal greco Archimede, narra la leggenda, per l'uso di tali specchi per bruciare le navi nemiche) sotto forma di calore, che può essere così utilizzato, principalmente per azionare delle turbine mosse dal vapore. Quello che distingue i pannelli di Rubbia da quelli tradizionali sta nella maggiore efficienza del fluido termovettore.
Chiaramente, questo sistema non è particolarmente efficiente: vi sono molte trasformazioni energetiche, molte perdite associate e così via. Tuttavia presenta vantaggi non banali: oltre alla già detta semplicità di realizzazione, anche il relativamente basso impiego di materiali per la costruzione dei pannelli, la manutenzione anch'essa semplice e non costosa, per la produzione di una quantità di energia non così bassa per un'area non così elevata.
Presto saranno pubblicati degli approfondimenti a proposito su questo blog.
Immagine tratta da http://archimedes.infm.it
Milano e le bici

Milano, la "capitale morale" italiana di certo non è il luogo migliore per la bici. Eppure, ne avrebbe un gran bisogno: traffico congestionato, inquinamento (è la città più inquinata d'Europa)... . Spostarsi in macchina a Milano (specie in ore diurne) è un incubo e, in molti casi, una vera follia (dal centro a Cernusco sul Naviglio, paese appena fuori città, non è raro impiegare 2 ore in sola andata con l'auto).
Eppure, per questioni squisitamente culturali (la macchina è uno status-symbol, mentre la bici è per fessi?), le bici in questa città hanno vita dura. Un esempio per tutti: a Milano è consuetudine considerare le bici parcheggiate nei cortili come un "danno al decoro" (con conseguente rimozione immediata da parte degli altri condomini), specie se d'epoca, pur non contrastando peraltro con l'art. 51 del Regolamento Edilizio del Comune di Milano, che invece lo permette. Proprio nella stessa città però vige un'altra consuetudine: il parcheggio su marciapiede di ogni sorta di autoveicolo (cosa assolutamente impensabile in città come, ad esempio, Torino, dove la rimozione immediata sarebbe garantita): questo invece è decoro?
Immagine tratta da http://www.ulivoselvatico.org
Elogio della bicicletta

E' inutile negarlo: il mezzo più ecologico è e rimane la bicicletta. L'auto serve per viaggi lunghi (dalla classica uscita fuori porta domenicale ad una vacanza con gli amici), ma per le città sono il mezzo ideale, sia per le distanze da percorrere che per l'ingombro che la bici occupa. Le distanze da percorre in una città non sono mai eccessive (ad esempio, città grandi come Roma e Milano hanno un diametro di circa 10 Km, approssimando per eccesso, da un estremo all'altro), distanza che si può percorrere velocemente ed agevolmente in bicicletta. Per l'ingombro il discorso è scontato: l'auto occupa molto più spazio, sia nei parcheggi (perennemente scarsi) che sulla strada.
La bici inoltre, è l'unico mezzo che unisce in maniera efficace due esigenze: quella di fare attività fisica e quella della mobilità, avendo a disposizione semplicemente il suolo su cui si cammina (i rollerblade, gli skateboard non li considererei dei veri e propri mezzi di trasporto, sono più che altro per divertirsi o fare sport, mentre la canoa o la barca a remi necessitano di corsi d'acqua...non proprio comuni nella Milano di oggi! anche se anticamente esisteva il sistema di canali progettati da Leonardo Da Vinci che la rendeva navigabile).
A differenza di noi (e meglio), molte tra le maggiori e le minori città d'Europa sono veramente a misura di bici, da Lione (Francia) passando per le città olandesi (Amsterdam) e tedesche (Berlino, con le sue "20 chilometri di percorsi ciclabili, 80 chilometri di piste ciclabili nelle strade, 100 chilometri di percorsi combinati ciclisti-pedoni, 70 chilometri di corsie preferenziali per gli autobus aperte anche ai ciclisti e 50 chilometri di piste ciclabili sui marciapiedi", frase tratta dall'interessante post che trovi qui pubblicato da blogeko, e come ulteriore conferma della buona attenzione della Germania verso le problematiche ambientali), mentre da noi (penso a Roma e Milano) c'è ancora molto lavoro da fare. Da un punto di vista prima di tutto culturale, oltre che pratico.
Immagine di bici ad Amsterdam tratta da www.vogliadiviaggiare.info
sabato 23 giugno 2007
Il Taxi solare

Dal 3 Luglio è in programma l'inizio del tour europeo promozionale di un nuovo tipo di auto solare. Questo interessante progetto tedesco (paese molto sensibile alle tematiche energetiche) è più propriamente su un taxi solare, dotato di batterie ZEBRA, inventate per l'occasione. Il taxi, dotato di 6 m2 di pannelli solari sopra il tetto, può percorrere 200 Km a 50 Km/h dopo un giorno di ricarica e 350 Km a 50 Km/h con 2 batterie. L'idea di una mobilità del tutto solare è completata da una stazione di rifornimento per le batterie (situata iun Svizzera), anch'essa dotata di panneli fotovoltaici.
Il Progetto del taxi sta attualmente fissando le tappe per il tour promozionale che attraverserà l'Europa, che è possibile concordare dal sito del progetto.
Fonti:
1. Home Page del Progetto solartaxi (in Tedesco)
2. Dati tecnici del solartaxi dal sito ufficiale (vedi qui).
3. Sito dell'Associazione no profit Eurosolar (In Inglese), promotrice del Progetto (il cui Statuto è qui).
4. News su blogeko
Immagine tratta da www.solartaxi.com
La ricerca nell'energie alternative
Da qualche anno a questa parte la sensibilità alle tematiche connesse energia è cresciuta in una maniera che ben pochi analisti di business avrebbero previsto (chi infatti avrebbe previsto un aumento così grande del prezzo del barile di petrolio, che ha sfiorato i 72$, dopo un periodo in cui le oscillazioni si mantenevano in un range ben più contenuto?). Le questioni energetiche non hanno creato solo problemi economici (che si riflettono sul costo del lavoro o della produzione industriale in questo o in quel paese), ma anche tensioni e questioni che si riflettono sulla politica internazionale (paesi più energeticamente favoriti rispetto ad altri, vuoi per una maggiore quntità di risorse non sfruttate, vuoi per una civiltà industriale meno sviluppata e così via).
E' da sottolineare quindi l'importanza che ha la ricerca e lo sviluppo di soluzioni energetiche differenziate: la generazione in loco e distribuita è la soluzione, chiaramente, idealmente più efficiente, sia da un punto di vista pratico e tecnologico (consumo uguale alla domanda effettiva, anche se usufruire dell'ottimizzazione data dalla rete può presentare dei vantaggi dal canto suo) che nel mercato dell'energia (visto che si tratta di una risorsa strategica che può creare forti tensioni internazionali e grossi cambiamenti nel peso che una nazione può svolgere nello scacchiere degli equilibri tra nazioni).
E' pur vero che si aprono molte ricerche promettenti (in vari campi dell'eolico, degli impianti sottomarini piuttosto che nello sfruttamento di biogas, piuttosto che in celle solari di nuova concezione e così via), ma è anche vero che molte aziende spesso sono più mosse alla creazione di ricerche e piccoli prototipi (vuoi per la pubblicità che questo porta al loro brand piuttosto che ai fondi pubblici o privato che da tempi recente vengono stanziati per queste ricerche) che alla messa in opera di queste innovazioni, i cui costi e rischiosità sarebbero decisamente molto superiori ad un semplice progetto "giocattolo" promozionale. Spero che l'opinione pubblica recepisca bene questa problematica e che le aziende attuino una politica responsabile, e che peraltro oggi va sempre più incontro alla sensibilità di molti consumatori.
E' da sottolineare quindi l'importanza che ha la ricerca e lo sviluppo di soluzioni energetiche differenziate: la generazione in loco e distribuita è la soluzione, chiaramente, idealmente più efficiente, sia da un punto di vista pratico e tecnologico (consumo uguale alla domanda effettiva, anche se usufruire dell'ottimizzazione data dalla rete può presentare dei vantaggi dal canto suo) che nel mercato dell'energia (visto che si tratta di una risorsa strategica che può creare forti tensioni internazionali e grossi cambiamenti nel peso che una nazione può svolgere nello scacchiere degli equilibri tra nazioni).
E' pur vero che si aprono molte ricerche promettenti (in vari campi dell'eolico, degli impianti sottomarini piuttosto che nello sfruttamento di biogas, piuttosto che in celle solari di nuova concezione e così via), ma è anche vero che molte aziende spesso sono più mosse alla creazione di ricerche e piccoli prototipi (vuoi per la pubblicità che questo porta al loro brand piuttosto che ai fondi pubblici o privato che da tempi recente vengono stanziati per queste ricerche) che alla messa in opera di queste innovazioni, i cui costi e rischiosità sarebbero decisamente molto superiori ad un semplice progetto "giocattolo" promozionale. Spero che l'opinione pubblica recepisca bene questa problematica e che le aziende attuino una politica responsabile, e che peraltro oggi va sempre più incontro alla sensibilità di molti consumatori.
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